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È morto Massimo Salomone. Era stato investito venerdì in via Linneo, sulle strisce

Le sue condizioni erano apparse subito molto gravi e ieri erano state definite critiche. Il sessantenne era in coma. Purtroppo non si è ripreso ed è deceduto dopo due giorni di agonia

Non c’è l’ha fatta il pedone sessantenne travolto venerdì sera in via Linneo, a Rivarolo. Era ricoverato all’ospedale San Martino in prognosi riservata.

Era successo alle 16:30. Salomone stava attraversato all’altezza delle strisce pedonali vicino alla scuola quando è sopraggiunto il mezzo che lo ha travolto, una Ford Fiesta condotta da una donna di 48 anni. L’auto è stata posta sotto sequestro su disposizione del pm.

Sul posto, il 118 aveva inviato in codice rosso l’automedica Golf 2 e l’ambulanza della Croce Rosa Rivarolese.

I sanitari avevano rianimato e stabilizzato il sessantenne, quindi l’ambulanza aveva cominciato la sua corsa per portare Salomone al San Martino, dove è morto dopo meno di due giorni di agonia.

La strada era stata chiusa e si era reso necessario deviare i percorsi dei bus.

Sul posto erano arrivati la Polizia locale della zona e gli uomini del nucleo Infortunistica del reparto Sicurezza Stradale per i rilievi utili a ricostruire cause e dinamica dell’incidente.

L’investitrice ora rischia concretamente l’accusa di omicidio stradale.

Salomone era il presidente della Virtus Basket Genova, in cui svolgeva anche il ruolo di allenatore, amatissimo dai ragazzi e dai genitori. Sulla pagina Facebook della squadra si leggono tante le testimonianze di stima e di affetto per l’uomo scomparso. Molti lo ringraziano per la sua umanità e per gli insegnamenti ai ragazzi e lo ricordano come un uomo buono.

Era stato anche presidente della Croce Blu di Castelletto. Era un poliziotto in pensione. Aveva anche lavorato nella Digos.

Nella sola giornata di venerdì scorso, quando si è verificato il tragico incidente che ha coinvolto Salomone, si sono verificati 10 investimenti di pedone, 4 con codici rossi. Numeri da bollettino di guerra

Foto di Maurizio Pesce

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